Le sacre sponde. Foscolo e i poeti greci tra filologia e rimpianto «Sparìr le Pleiadi/sparìo la luna...»

Le sacre sponde. Foscolo e i poeti greci tra filologia e rimpianto «Sparìr le Pleiadi/sparìo la luna...»

di Claudia Carella

«Un classico è un libro che non ha mai finito di dire quel che ha da dire», «I classici sono quei libri che ci arrivano portando su di sé delle letture che hanno preceduto la nostra e dietro di sé la traccia che hanno lasciato nella cultura o nelle culture che hanno attraversato », «I classici sono libri che quanto più si crede di conoscere per sentito dire, tanto più quando si leggono davvero si trovano nuovi, inaspettati, inediti». Queste celebri espressioni di Italo Calvino in "Perché leggere i classici" si prestano a riassumere l'attività saggistica e di insegnamento a giovani allievi di Claudia Carella. Di formazione "classica" (in particolare la letteratura greca) ha scelto prima Leopardi (il testo uscito per i tipi di questa stessa collana, Umana cosa picciol tempo dura» Leopardi, Saffo e il mondo greco) e ora Foscolo (con il bellissimo richiamo, plurisemantico del titolo alle sacre sponde) come autorevoli lettori, traduttori, divulgatori del pensiero antico, verso la modernità, riscoprendoli (entrambi) nuovi, inaspettati, inediti, capaci di parlare, attraverso motivi ricorrenti, incarnati in uno stile immortale, al presente di tutte le epoche.