Amo

Amo

di Enzo Minarelli

Il racconto si dipana attraverso le vicende legate ad una coppia di giovani, lui, Leonardo, ex-studente, squattrinato col pallino della musica sperimentale, lei, Esterina, studentessa indipendente, disinibita, raffinata, amante della buona cultura, che al calare del secolo scorso, s'innamorano; per una serie contingente di ragioni, i loro incontri amorosi, avvengono solo ed esclusivamente in automobile. Il lettore deve immaginarsi un'auto ferma in qualche sperduto posto della Pianura Padana, al suo interno due giovani che comprimono in quell'angusto abitacolo il dirompente gaudio del loro amore, una pentola a pressione dove si concentrano dialoghi, amplessi, scontri, violenze, alterchi, tenerezze, riconciliazioni, la vita stessa seduti o distesi dentro la scocca di un'automobile parcheggiata lungo viottoli di aperta campagna. Diviene l'involucro del veicolo una specie di segreto rifugio dal mondo esterno, un'alcova viaggiante racchiusa da una corazza come se le sue lamiere carenate potessero proteggerli dal flusso minaccioso, incalzante degli eventi umani, e preservare quell'ingenuità adolescenziale contro le sempre più opprimenti pressioni sociali, rappresentate nel racconto, dal terzo incomodo, l'anonimo e ignoto guardone, sempre pronto a piazzarsi nel posto giusto, non visto, per carpire l'intimità dei due giovani, ignari di essere spiati.